Milano - Speciale Moda Donna

Milano Moda Donna – Le collezioni del sesto giorno

DSQUARED2: ci portano ad un festival rock Dean&Dan, che propongono ragazze groupie e molto anni ’70, piene di frange, stelle e strisce ed eccessi da concerto. Una collezione che si muove nel solco già tracciato dal duo, che ama il denim in ogni sua declinazione: dal giubbino corto allo shorts, la pelle, il tipico quadrettato canadese, la pelle nera. Calzettoni sotto gli stivali di gomma, cappellino con visiera in testa e via, eccola pronta per una nuova tappa.

GIORGIO ARMANI: avere un punto di vista preciso a cui restare fedele per un’intera lunga carriera è il rischio maggiore nel frenetico mondo della moda, ma è la caratteristica che distingue una maison da un’azienda e costruisce uno stile, così sulla passerella di Armani sfila l’iconico tailleur pantalone che negli anni ’80 aveva ridefinito il look delle business woman, il tailleur con le gonne dagli orli asimmetrici, quel grigio perla riconoscibile tra mille altre gradazioni, le preziose lavorazioni di cristalli scintillanti, ma non abbaglianti; è la ricerca di un equilibrio tra leggerezza delle seta, morbidezza della silhouette, lucentezza dei colori e sobrietà dei capi, non a caso l’ultima uscita vede comparire tre modelle che con passo felpato incarnano “Le tre Grazie” per un’eleganza fuori dal tempo.

ROBERTO CAVALLI: si prosegue ancora una volta lungo la strada delle collezioni dal grande impatto scenico, elaborate nei materiali e nelle lavorazioni, eccessive, ma non più aggressive: l’animalier o cede il posto al pizzo o si accompagna ad un più romantico plissè, le tradizionali lavorazioni in pelle fanno spazio a materici intarsi oro o nero e il pezzo cult (di certo must have di stagione) è la giacca da smoking dal reverse piuttosto ampio in bianco o nero, da portare su un pantalone o su un abito da sera. La pettinatura è un omaggio a Pixie Lott con la sua sottile fascia sulla fronte.

GIANFRANCO FERRÈ: un felice debutto per Stefano Citron e Federico Piaggi, neodirettori del marchio, sulle cui spalle pesa una storia e una tradizione lunga ed importante. Non viene tradita l’attenzione per la costruzione, anzi la si esalta con rinnovato gusto in un continuo gioco di asimmetrie, drappeggi, scollature, dorate cinture di metallo che intersecano gli abiti in cui scompaiono per ricomparire, ricami di raffia e piume laccate sul tulle, cristalli ricamati e inserti di pelle lavorata. La vita è alta, la silhouette è allungata, la palette oscilla tra le diverse tonalità del bianco, il nero, il viola e l’oro. Preziosi gli accessori: le clutch a cartella in coccodrillo e lucertola, i bracciali sono geometrici volumi dorati e ai piedi rigorosamente scarpe dal vertiginoso tacco a stiletto.

.NORMALUISA: è bon ton ma non troppo la donna di Normaluisa, che accanto ai colori pastello e abiti dalle linee femminili e mai esagerati, tra stampe floreali, giochi di plissè , accosta scarpe con plateau in vernice, con tanto di catena dorata che cinge la caviglia in maniera vistosa. Il contrasto tra animo romantico e attitudine sexy che si risolve nel sottile gioco dell’abbinare l’accessorio all’abito.

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