BOTTEGA VENETA: Nel nome dell’eleganza, la donna Bottega Veneta dimentica la tradizionale distinzione tra colori da giorno e da sera: le nuance sono brillanti ma poco estivi, nel sensp convenzionale del termine. A fare la differenza tra giorno e notte, la lunghezza delle gonne, che per la sera di allungano inevitabilmente, e conferiscono quell’allure da gran soiree che tutte le donne amano. Il tacco è sottile, listini in pelle compongono sandali e sabot, le borse – da sempre pezzo forte del marchio – si portano a mano: agnello, struzzo e cobra e pitone i materiali usati.
EMPORIO ARMANI: il bianco e nero è tratto distintivo degli anni ’20 e domina gran parte di questa collezione in cui la predilezione per il grafismo è assoluta. C’è un gioco di incroci, ma anche di volumi irregolari, specie nelle gonne in cui i morbidi tessuti sono poi sorretti da rigidi orli irregolari. Anche stavolta Giorgio Armani sceglie di non tradire uno dei capi iconici del suo marchio il tailleur pantalone e ancora una volta tendenza mannish sarà.
MILA SCHON: un guardaroba quotidiano fatto di capi semplici da indossare, abbinare, accostare e reinterpretare. Comodità è la parola d’ordine e così anche la silhouette è morbida; i colori sono vari, ma c’è anche spazio per la tradizione della maison, così Bianca Gervasio decide di recuperare la celebre stampa “Persepolis” direttamente dagli archivi degli anni ’70.
JIL SANDER: il minimalismo riparte dalla camicia bianca che si trasforma in abito dalle rigide linee. L’arte contemporanea pervade questa collezione che richiama i cubisti ritratti di Picasso nelle stampe della maglieria dal filo corposo e Mondrian nell’uso netto del colore. Ma anche il rigore richiede le sue eccezioni che lo confermino, così c’è spazio anche per aderenti abiti e trasparenze.
FRANKIE MORELLO: la donna pensata da Maurizio Modica e Pierfrancesco Gigliotti si veste di una indiscutibile bellezza, quella del Bel Paese: gli abiti diventano delle cartoline in cui sono stampati celebri monumenti (dalla Torre di Pisa al Colosseo) e i cerchietti sul capo sono esagerate sagome stilizzate di questi. Le bianche t-shirt che si accompagnano alle cortissime gonne svelano gli slogan italiani celebri nel mondo. Il made in Italy ci salverà.
JUST CAVALLI: pantalone skinny a vita bassa (anche di pelle nera) indossato con bluse trasparenti o mini dress animalier (fantasia pitonata su tutte) sono l’inconfondibile formula dello stile glam-rock del marchio. Gli inserti di pelliccia impreziosiscono le maxi borse, maxi anche i cappelli dalle falde assai larghe. Il connubio di aggressività e femminilità perfetto.
EMILIO PUCCI: Una “zingara” vagamente dark, una collezione ispirata a Brigit Bardot nel suo periodo gipsy: trasparenze, top cortissimi, pantaloni in pizzo. E le immancabili stampe, direttamente dall’archivio della maison, rivedute e corrette rendono i look perfetti per una bohemien di gran classe.
MOSCHINO CHEAP AND CHIC: la passerella si trasforma in un mercato della frutta e la collezione è un colorato e ironico susseguirsi di fragole, uva, mele e ciliegie: stampe, forme e colori ricordano e celebrano la campagna in un gioco che si traduce in capi freschi e sbarazzini come l’estate vuole, ma anche in un messaggio ecologista abbastanza chiaro.
Simona Melani e Andrea Vigneri

