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Moda Uomo p/e 2010: stampe, colore e trompe l’oeil

Belli e seriosi addio, lasciate posto all’uomo ironico, che sa ridere e che soprattutto sa far ridere.Lo stile casual primavera/estate 2010 parte da questo presupposto fondamentale e grazie a stampe 3d o a divertenti strip comics si impone sulla moda maschile informale trasformando il macho-man tradizionale in un simpatico giocherellone che ironizza su tutto e tutti.

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Niente farfallini e cravatte, le t-shirt D&G si improvvisano camicie da sera grazie alle stampe che riproducono tramite la tecnica del trompe l’oeil  cravatte e papillon su semplicissime magliette bianche o grigie. La black tie, sempre più sottile, si riduce così solo alla sua forma essenziale con un effetto un po’ stroppicciato da notte brava appena trascorsa.

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E se per l’uomo comune è difficile sfoderare la famosa “tartaruga” al posto della più naturale “pancetta” ci pensa Versace (strano ma vero!) a trasformare una semplice t-shirt in una vera e propria corazza da testuggine, anche in questo caso tramite l’aiuto di una stampa (nera o azzurra) su cotone.

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Insomma, è evidente che sempre più lontano dallo stereotipo del latin lover, l’uomo casual decide di conquistare con un sorriso, con l’ironia e guardando anche al suo lato più “bambino”, Iceberg per esempio rivisita come se fossero degli schizzi a carboncino i mitici personaggi Looney Tunes sulle t-shirt in cotone.

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Per John Richmond l’uomo casual è un ragazzo wild che vive alla giornata e che prende la vita con leggerezza. E’ anche un po’ punk grazie alle borchie e allo stile destrutturato e spiegazzato delle maglie e delle giacche ma anche in questo caso non manca l’ironia. Borchie e pieghe, infatti sono solo stampate su tshirt monocromatiche e senza imbastitura.

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Geometria e fiori si impossessano, tramite le stampe, anche delle camicie in puro lino di Etro che mantengono la linea slim, accorciano il colletto e variano in una gamma vastissima di colori.

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Gli effetti ottici tridimensionali e le geometrie, già prepotentemente presenti nella moda femminile, si impongono anche in quella maschile così per Gianfranco Ferrè il logo si espande come in un eco profondo mentre per Armani sembra quasi di essere all’interno di una vera e propria voragine accentuata, oltre che dai colori a contrasto anche dalle cuciture.

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